SDS: qualche chiarimento

2019-09-09T11:39:07+00:00 agosto 28th, 2019|FAQ, Normative|0 Commenti
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La Scheda Dati di Sicurezza, SDS, è un documento attorno al quale possono sorgere spesso diversi dubbi; vediamo insieme le 5 domande che più frequentemente vengono poste ai nostri esperti di affari regolatori.

L’SDS (Scheda Dati di Sicurezza), o MSDS, è un documento dal valore legale destinato alla filiera professionale (utilizzatori professionali, distributori, negozianti…) che specifica i dettagli completi per maneggiare e conservare correttamente sostanze o miscele pericolose.
Vediamo insieme 5 delle domande rivolte più frequentemente ai nostri esperti di affari regolatori in merito a questo documento.

1. L’SDS è obbligatoria?

Sì; se una sostanza o miscela è classificata come pericolosa secondo il Regolamento CLP, l’SDS è obbligatoria e deve essere fornita al distributore/retailer senza che questo ne faccia esplicita richiesta. Se la miscela non è classificata come pericolosa ma contiene sostanze pericolose, l’SDS deve essere fornita dietro esplicita richiesta.

2. Per quali prodotti da vaping è obbligatoria l’SDS?

  • Liquidi con nicotina/liquidi a zero nicotina, se classificati come pericolosi;
  • aromi/concentrati, se classificati come pericolosi;
  • POD o hardware precaricati, se contengono e-liquids che richiedono l’SDS.

3. Se importo un prodotto o una sostanza da una nazione extra-UE, posso utilizzare l’SDS del fornitore?

No; le SDS hanno formati diversi in parti del mondo diverse, definiti da specifiche legislature. Inoltre, anche i sistemi di classificazione di pericolosità non sono allineati a livello globale.

Negli Stati Membri dell’Unione Europea, per esempio, il Regolamento REACH prevede un formato dell’SDS a 16 sezioni, ognuna delle quali richiede informazioni specifiche; inoltre la pericolosità della miscela viene definita sulla base del Regolamento CLP e dei suoi emendamenti.
L’SDS deve poi essere redatta nella lingua ufficiale dello Stato Membro in cui il prodotto viene commercializzato, per una comprensione immediata da parte degli utilizzatori professionali; poichè alcuni Stati Membri hanno richieste specifiche, non è sufficiente una semplice traduzione, ma è necessario un adattamento Stato-specifico.

Di conseguenza, prodotti importati richiedono una revisione della SDS specifica per lo Stato di commercializzazione.

4. L’SDS deve essere coerente con altri documenti?

Si. Ad esempio, la sezione 2 del formato europeo dell’SDS contiene la classificazione della miscela/sostanza: riporta gli elementi di identificazione ed etichettatura dei pericoli (pittogrammi, parole di segnalazione e indicazioni di rischio standard e precauzioni). È obbligatoria la coerenza tra SDS, etichetta e informazioni trasmesse mediante notifica: questi dati sono frequentemente oggetto di verifica durante le ispezioni da parte delle autorità competenti.

5. È necessario conoscere l’intera composizione del prodotto finito per preparare la SDS?

Si, è necessario conoscere la composizione completa del prodotto finito insieme alle SDS dei singoli ingredienti per la corretta classificazione da indicare sulla SDS.

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